Fare luce su chi rifornisce di droga i migranti spacciatori

Le cronache cittadine reatine (e non solo) sono ultimamente affollate di segnalazioni di arresto di migranti per spaccio.
Premettiamo che consideriamo normale che, con la normativa attuale, lo spaccio venga represso. Anche se le più alte autorità competenti ammettono che nonostante gli sforzi non solo il consumo non diminuisce ma aumenta, è giusto che, specie in mancanza di indicazioni da parte dell’esecutivo sulle priorità di reati da perseguire, le forze dell’ordine si applichino ad un “reato” così diffuso.
E’ tuttavia chiaro a tutti che quei migranti che spacciano sono l’ultima catena di questo commercio, dove hanno sostituito degli italiani – e tralasciamo il perché.
Le cronache spesso segnalano inoltre le operazioni di polizia come non casuali, ma frutto di indagini in cui gli spacciatori erano “da tempo tenuti d’occhio”.
Siamo perciò sicuri che in queste azioni di “osservazione” ed indagine, anche successive all’arresto, ci siano tutti gli elementi per risalire la catena di approvvigionamento, che – a detta della Direzione Distrettuale Antimafia – è solidamente in mano alle cosche mafiose italiane; e siamo sicuri che questo venga già fatto.
Quello che auspichiamo è che la stampa, e le forze dell’ordine se oggi non lo fanno, riporti anche i successi delle operazioni di polizia che risalgono la catena criminale.
Questo sia per dar conto della efficacia reale di queste operazioni (visto che se ci si fermasse all’ultimo anello, di disperati disposti allo spaccio se ne troveranno sempre) sia per non permettere che le attività di polizia sul problema droga vengano strumentalizzate per propaganda politica sul tema migranti.
Marco Giordani
Segretario Sabina Radicale

Visita delegazione radicale al carcere: in primo piano le carenze della ASL

Si è svolta Domenica 17, organizzata da Radicali Italiani, una visita al Carcere di Rieti. La delegazione radicale, composta da Marco Giordani, Alessio Torelli e Marco Arcangeli è stata accompagnata da Lodovica Rando – consigliere comunale M5S – e Marco Cossu – consigliere provinciale Fratelli D’Italia.

Il Carcere di Rieti, come già evidenziato nelle precedenti visite, è una buona struttura, dove le condizioni di vivibilità sono sicuramente migliori rispetto alla media degli altri istituti. La popolazione detenuta a Rieti è particolare, sia perché composta per lo più di condannati definitivi (nonostante come Casa Circondariale dovrebbe ospitare detenuti in attesa di giudizio o per brevi condanne) sia perché costituita per oltre la metà di stranieri.

Manca tuttavia un rapporto proficuo con il territorio, alimentato non dalle istituzioni ma solo da alcuni gruppi di volontari. Esperienze di lavoro interno sono fallite lasciando in abbandono le pur notevoli strutture, quelle di lavoro esterno (molto positiva quella ad Amatrice) non riescono ad avere seguito e diffusione. Non va per esempio nella direzione giusta la recente proposta in Consiglio Comunale di Rieti di utilizzare per lavori di pubblica utilità gli autori di reati lievi del Codice della Strada, anziché cogliere l’occasione per un processo di reinserimento e riabilitazione per i detenuti.

Il lavoro da tutti viene considerato la strada per il reinserimento sociale dei detenuti. Non è forse un caso che il carcere di Rieti, difficilmente raggiungibile e con scarse opportunità di lavoro offerte dal territorio, sia destinazione di stranieri ben oltre la media nazionale, nella supposizione che gli stranieri abbiano meno bisogno di essere visitati e di essere reintegrati.

Altro annoso problema dell’Istituto è la assenza colpevole da parte della ASL: ad esempio per la carenza del supporto psichiatrico: le 18 ore settimanali – quando garantite- si concretizzerebbero, su 238 detenuti in terapia psichiatrica, in 3 minuti a testa; non c’è inoltre un psicologo per prendere in carico i nuovi arrivi. Trattamenti Sanitari Obbligatori vengono richiesti (e sottoscritti dal Sindaco) in un numero di che è giudicato eccessivo e forse con troppa leggerezza vengono disposte delle “sorveglianze a vista” il cui onere inevitabilmente ricade sulla polizia penitenziaria.

Di notte non ci sono infermieri a supporto del medico di guardia, ma soprattutto la ASL non fornisce una serie di prestazioni specialistiche (otorino, dermatologo, oculista, urologo) le quali richiedono di spostarsi in Ospedale anche per situazioni facilmente risolvibili in ambulatorio (misurazione della vista, rimozione di un tappo di cerume, esame di una verruca). Questo è un aspetto particolarmente grave perché comporta che ben 3 agenti siano distaccati per scortare il paziente, in una situazione in cui la polizia penitenziaria è in carenza di oltre 50 agenti (a fronte di 70 detenuti oltre la capienza massima).

L’aspetto paradossale di queste che tecnicamente si chiamano “traduzioni” (anche se qualcuno le chiamerebbe “gite”, seppure in manette) di poche centinaia di metri da Carcere ad Ospedale è che, mentre viviamo un periodo in cui la “sicurezza” dei cittadini viene invocata ad ogni occasione, quotidianamente (ben 326 traduzioni sanitarie nel 2017) si viene a creare una situazione che, secondo la narrazione comune, esporrebbe gli stessi cittadini a dei rischi; è evidente la contraddizione tra le intenzioni (del comune sentire e del nuovo governo) di ridurre i permessi ai detenuti giudicati “meritevoli” dai magistrati di sorveglianza e un sistema ASL che invia quotidianamente in ambulatorio anche detenuti potenzialmente pericolosi.

La visita della delegazione è proseguita in una delle sezioni degli 84 Sex-Offender, che costituiscono una categoria eterogenea che mette insieme stupratori e pedofili con violenti e molestatori telematici. Essi vivono separati dal resto dei detenuti (280) e questo fa sì che la loro condizione sia più critica di quella degli altri, anche visivamente: negli spazi di passeggio – da anni desolatamente “nudi”, nelle celle – che ospitano spesso 4 detenuti in uno spazio progettato per 2; aspetto quest’ultimo che restringe anche lo spazio calpestabile per ogni detenuto, che dovrebbe essere sopra i 3mq per non incorrere in “trattamento disumano e degradante” (vero che la condizione è attenuata dal regime di celle aperte per gran parte della giornata, in vigore nell’intero Istituto).

Nella visita alla sezione abbiamo ricevuto diverse lamentele, segnalazioni e richieste da parte dei detenuti, che abbiamo subito girato al pur sensibile personale penitenziario. Esse, spesso legate a disfunzioni legate a mancanza di organico (“mai visto educatore in 4 mesi”, “nessun fisioterapista dopo 4 mesi da un intervento ortopedico”, “il magistrato non si vede”) dimostrano come sia rilevante la lontananza, per i mille problemi individuali, sia dei Magistrati di Sorveglianza (che risiedono a Viterbo) che del Garante dei Diritti dei Detenuti (che risiede a Roma).

Sarebbe per questo opportuna la presenza fissa a Rieti, in giorni prestabiliti, di un Magistrato di Sorveglianza. Torniamo inoltre a chiedere alla Amministrazione Comunale di Rieti di provvedere al bando per concretizzare l’Ufficio del Garante Comunale (che ricordiamo è previsto senza emolumenti).

Ma fra tutte le urgenze, quella sanitaria è la maggiore. L’attuale carenza di organici medici in Ospedale non è una scusante della situazione, perché essa si trascina così, e pericolosamente, da sempre. E’ necessario che sulla ASL intervengano con decisione sia la Regione, sia il Sindaco come Autorità Sanitaria Locale.

Un ultimo appello è alle palestre cittadine: la palestra del carcere è una importante sfogo di energie anche psichiche per i detenuti, specie per i sex offender che non hanno neppure uno spazio esterno utilizzabile per il calcio. Purtroppo, per mancanza di fondi, essa è desolatamente povera di attrezzature. Sarebbe un bel segnale per qui fuori ed un importante aiuto per lì dentro se si riuscisse a dotarle di attrezzi, magari nel periodico rinnovo degli stessi da parte delle palestre. Potrebbe magari prendere questa iniziativa il Consigliere Delegato allo Sport?

 

Marco Giordani e Alessio Torelli

Segretario e Tesoriere di Sabina Radicale – Radicali Italiani

Depositati a Rieti i primi testamenti biologici. Sabato 21 i tavoli informativi dell’Associazione Luca Coscioni


Sono stati depositati stamattina i primi testamenti biologici (DAT) presso il Comune di Rieti, secondo la legge in vigore dal 31 Gennaio.

La gestione del deposito, di cui l’Ufficio di Stato Civile non era stato preavvertito, è filata liscia, dimostrando la professionalità dell’incaricata ma anche la semplicità della legge e della circolare interpretativa 1/2018 del Ministero dell’Interno, che non lasciano dubbi di interpretazione.

Ora è necessaria informazione ai cittadini ed ai medici, questi ultimi indispensabili affinché il disponente abbia piena cognizione di ciò che dispone; è il “Consenso Informato” cui è intitolata la legge e che per le Disposizioni Anticipate di Trattamento va esercitato al momento della compilazione delle stesse.

Fonte primaria di informazione sarà la ASL, che entro il 1° Aprile avrebbe dovuto “informare della possibilità di redigere le DAT [..], anche attraverso i rispettivi siti internet”; dove la parola “anche” presuppone che oltre al sito internet – ad oggi non ancora aggiornato- venga data informazione a medici e cittadini soprattutto attraverso più efficaci canali tradizionali.

Di tutte queste cose, i cittadini potranno essere informati Sabato 21, ai tavoli e gazebo della Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani: dalle 10 alle 13 a Piazzale Angelucci, fronte CC Futura ed dalle 16 alle 20 in Piazza Cavour presso il Ponte Romano.

Rieti avrà il suo Registro per Biotestamento. Facciamo partire la informazione su come si userà.

Rieti avrà a breve un Registro delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), anche conosciute come Biotestamento. Questo grazie ad una iniziativa dall’opposizione che ha proposto un Ordine del giorno che ha trovato consenso in pressoché tutto il Consiglio Comunale.

E’ dal 31 Gennaio che la legge definisce e regolamenta la possibilità di indicare anticipatamente a quali trattamenti si vorrà essere sottoposti ed a quali no: <<Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi [..] può [..] esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari.>>

La legge dà finalmente attuazione all’articolo 32 della Costituzione (<<Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.>>) ma possiamo dire che essa fornisca solo la cornice di un meccanismo che dovrà vedere agire più attori.

La prima necessità sarà quella dell’informazione: innanzitutto far sapere ai cittadini cosa la legge prevede. Ma poi per chi vorrà esprimere queste disposizioni sarà essenziale il ruolo dei medici di famiglia, che potranno spiegare cosa le varie scelte possibili comportino. Questa fase di informazione medica è fondamentale e prevista dalla legge:
<<Ogni persona [..] in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può, attraverso le DAT, esprimere le proprie volontà [..]>>

Effettuate queste scelte, il cittadino potrà consegnare le proprie DAT in Comune, all’Ufficio di Stato Civile.

Questo può essere fatto sin da subito, in tutti i Comuni ed a Rieti anche prima che il Comune predisponga il Registro che si è impegnato a realizzare. Tuttavia, una opportuna regolamentazione di un Registro potrà ad esempio permettere un più agevole recupero della informazione da parte di chi ne avesse bisogno (<<azienda sanitaria presso cui risulta in cura il disponente o autorità giudiziaria nell’interesse del disponente>>).

In caso di necessità, infatti, queste DAT dovranno essere facilmente e velocemente reperite (dalla struttura sanitaria o tramite il fiduciario del malato, eventualmente indicato nelle DAT) e messe a disposizione dei medici, che però è fondamentale che siano informati su come usarle. Al momento del loro utilizzo, sarà poi fondamentale il fiduciario che potrà, in accordo con il medico, interpretarle anche alla luce del progresso della medicina.

Come si vede è un processo da mettere a punto, e che per la fase che interessa le strutture sanitarie, potrà essere agevolato dall’inserimento del DAT nel Fascicolo Sanitario Elettronico della Regione Lazio o dalla istituzione di una Banca Dati delle DAT, finanziata dalla legge di Bilancio 2018.

Sono quindi del tutto fuori luogo le ironie di chi ha osteggiato ed osteggia ancora questo provvedimento, sui “pochi” DAT finora depositati.

Le associazioni e le persone di buona volontà, invece, si preparano a dare il proprio contributo: di stimolo e supporto agli enti interessati (Comuni, Regione, ASL), di informazione ai cittadini ed agli operatori (medici in primis). Ed anche di richiamo al rispetto della legge, che per esempio prescrive che entro il 1° Aprile le Aziende Sanitarie avrebbero dovuto provvedere ad <<informare della possibilità di redigere le DAT [..], anche attraverso i rispettivi siti internet>>, il che a Rieti non è stato ancora fatto (perlomeno sul sito, che comunque è un canale necessario ma non certo sufficiente). Chiediamo e speriamo che questa informazione da parte della ASL inizi al più presto.

Il contributo che intanto dà l’Associazione Luca Coscioni è di una giornata di mobilitazione nazionale per sabato 21 aprile, quando attivisti e simpatizzanti scenderanno in piazza per spiegare ai propri concittadini cos’è il testamento biologico e come compilarlo.

Il Messaggero, Fusacchia e tutti: +Europa Rieti si aspetta che ognuno faccia del proprio meglio.

Il Messaggero di Rieti balza sulla notizia “social” di Roberto Fico che da presidente abbandona il taxi che ha sempre preso, e cerca la concorrenza con Dagospia facendo del “gossip all’amatriciana” su una presunta gaffe di Alessandro Fusacchia, da tre giorni deputato di +Europa.

E riparte da dove ci aveva lasciato: ad Alessandro Fusacchia deputato reatino che ci si aspetta faccia, come tutti, “dovuti” appelli per la Rieti-Terni o la Sabina Universitas.

“Dove ci aveva lasciato”, e cioè a quando il Messaggero favoleggiava che Alessandro Fusacchia fosse un probabile candidato nel collegio uninominale reatino. “Favoleggiava”, perché era già deciso e noto da tempo – e facilmente verificabile chiedendo – che Alessandro sarebbe stato candidato e capolista nella ripartizione Europa della circoscrizione Estero.

Dopodiché, quando unico dei quattro eletti a essersi fatto una campagna elettorale con preferenze e senza coalizione e paracadute, il 1° Marzo è tornato a raccontarcene (ancora non eletto ma ad urne europee chiuse) il Messaggero non se ne è accorto, non avendo dato minimamente notizia dell’incontro; e non ne ha fatto accorgere i suoi lettori.

Insomma, il Messaggero lo ha lasciato deputato di campanile e lo ricerca ancora tale. Ma, come abbiamo commentato dando l’annuncio della sua elezione, Fusacchia non sarà un portavoce per Rieti o un portavoce per gli espatriati: sarà un deputato per tutti, laddove la Costituzione ci dice che «ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione». Un deputato che conosce però bene Rieti e conosce bene l’Europa. Rieti ed Europa che ci auguriamo riescano così magari anche a conoscersi fra di loro.

Infine, il Messaggero ci fa notare (e non è la prima volta) come Fusacchia abbia invitato “vecchi amici e compagni di classe” ai banchetti di +Europa. Davvero uno scoop, tremi Dagospia!

Ma dove è lo scoop? Noi reatini di +Europa lo ringraziamo per questo, per aver fatto sapere ai propri conoscenti che per le elezioni regionali occorreva raccogliere molte firme, in poco tempo e molto freddo. Ha cercato di farlo sapere anche perché non lo aveva fatto sapere il Messaggero Rieti, che per tacerlo aveva rinunciato anche alla notizia in anteprima nazionale di una lista +Europa in coalizione ad una lista del PD.

Noi tutti ci aspettiamo che i deputati facciano del loro meglio, e che questo meglio si ripercuota sul nostro territorio. Ma ci aspettiamo che lo facciano tutti gli attori sulla scena. Senza pregiudizi, gossip, simpatie e antipatie.
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Alessandro Fusacchia, deputato reatino di +Europa

Sabina Radicale, il Comitato +Europa di Rieti, e crediamo tutti i sinceri europeisti, salutano con soddisfazione la elezione a deputato per +Europa con Emma Bonino del 40enne reatino Alessandro Fusacchia.
Il ministero degli Interni ha infatti appena comunicato, seppur provvisoriamente, i seggi assegnati nella ripartizione Europa della Circoscrizione Estero.
E’ stato un grande onore essere candidato, come capolista, nella circoscrizione Europa per una lista che si chiama +Europa; per +Europa, non un espediente per avere qualche parlamentare in più, ma valenza non solo simbolica ma concreta del suo obiettivo.
Un onore ma anche un grande impegno, che Alessandro (con gli altri giovani candidati) ha onorato al meglio, con una campagna di 25 giorni in 12 paesi europei e 20 città. La percentuale di 8,2% per una lista nata appena un mese prima è potuta venire solo da questo impegno, affiancato ad un messaggio convincente e condiviso da chi l’Europa la vive senza subire le fake-news nostrali.
Alessandro sarà un portavoce per Rieti o un portavoce per gli espatriati? Sarà un deputato per tutti, laddove la Costituzione ci dice che «ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione». Un deputato che conosce bene Rieti e conosce bene l’Europa. Rieti ed Europa che ci auguriamo riescano così magari anche a conoscersi fra di loro.
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La campagna di Alessandro, in 2 minuti: http://bit.ly/2I6wjZm Video intervista a RadioRadicale, in 8 minuti: http://bit.ly/2oTi3vh

Barriere Architettoniche: prendiamoci l’impegno.

Si stanno tenendo a Rieti anche quest’anno anno una serie di manifestazioni sotto l’insegna di “Rieti città senza barriere”. Come lo scorso anno, ne approfittiamo per ricordare come tutte le nostre amministrazioni siano ancora inadempienti nella redazione dei PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), obbligo di legge sin dal 1987.

Inadempiente è anche la Regione, che “trascorso il termine previsto” avrebbe dovuto nominare “un commissario per l’adozione dei piani di eliminazione delle barriere architettoniche presso ciascuna amministrazione”.

Lo scorso anno, come Associazione Luca Coscioni, rivolgemmo la sollecitazione ai candidati alle elezioni comunali; oggi la rivolgiamo, oltre che agli amministratori, ai candidati alle politiche e regionali.

Per aderire all’impegno, invitiamo i candidati a rispondere su https://www.tivotosetiimpegni.it/risposte-candidato alla domanda proposta loro dalla Associazione Luca Coscioni: “Disabilità: si attiverà per imporre a tutti i comuni l’adozione dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche e arrivare alla piena equivalenza in ogni sede della firma digitale con la firma autografa?”.

Noi, candidati nelle circoscrizioni di Rieti, ci impegneremo a chiedere anche in Regione l’osservanza della legge, ed in Parlamento per una ricognizione sulla effettiva applicazione della legge ed a proporre gli evidentemente necessari correttivi perché essa possa essere attuata.

RIETI, 24 Febbraio 2018

Marco Gentili – capolista +Europa Camera– copresidente dell’Associazione Luca Coscioni

Massimiliano Iervolino – capolista +Europa Senato

Giada Cerboni, Marco Giordani – candidati +Europa Regionali

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L’appello dello scorso anno di Sabina Radicale:

Barriere Architettoniche: sensibilizzare anche gli amministratori al rispetto della legge

Adesione all’iniziativa UIL per AltaVelocità ad Orte

Aderisco all’iniziativa della UIL per una fermata del FrecciaRossa ad Orte.

Mi unisco alla richiesta, che è da rivolgere in primis alla Regione Lazio; questo sia per i territori e la stazione coinvolti, sia per dare l’avvio ad una interlocuzione costante con le Regioni vicine (in questo caso l’Umbria).

In questo senso +Europa ha portato da Rieti alla coalizione a sostegno di Zingaretti la richiesta che “sul piano delle Macro-regioni, un loro possibile futuro ridisegno dovrà vedere il Lazio parte attiva nei tavoli con le altre regioni e partecipata nei territori.”

Ringrazio la organizzazione sindacale, da tempo coraggiosa nel porre temi di sviluppo che prescindono dai confini amministrativi e politici e mi auguro che questo appello possa introdurre il tema anche all’interno della campagna elettorale regionale.

Marco Giordani – candidato regionali per +Europa con Emma Bonino – circoscrizione di Rieti

Per i decreti attuativi e per il garante comunale di Rieti

I sottoscritti raccolgono l’appello del Coordinamento dei Garanti delle persone detenute a sostenere la mobilitazione per l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri del 22 febbraio, dei decreti attuativi della riforma dell’ordinamento penitenziario.

Il sostegno si concretizzerà in uno sciopero della fame nel giorno 22 stesso.

La mobilitazione, indetta da Rita Bernardini del Partito Radicale con il suo sciopero di quasi un mese, è stata fatta propria anche da oltre 10.000 detenuti ristretti nelle 190 carceri italiane. E’ particolarmente importante non deludere le aspettative dei detenuti, che massicciamente hanno ormai scelto la strada della non violenza a quella delle rivolte di un tempo.

Questa riforma, che rischia di naufragare qualora il governo non si assuma la propria responsabilità, aumenterebbe, oltre che la dignità dei detenuti, la sicurezza dei cittadini liberi, come dimostrano tutti gli studi e statistiche sul tema.

I sottoscritti auspicano inoltre l’avvio, tra le deleghe ancora in sospeso, di quella sul lavoro penitenziario che rappresenta il più grave deficit dell’istituto di Rieti, come emerso nella visita condotta lo scorso ottobre in compagnia dei consiglieri comunali Lodovica Rando, Ettore Saletti, Mauro Rossi.

A questo proposito, tornano a chiedere alla amministrazione comunale di Rieti di procedere senza indugio all’avviso pubblico di selezione per la individuazione del Garante dei Diritti delle Persone private della libertà personale, figura istituita nel maggio 2013 dalla passata amministrazione e non attuata.

 

  • Carmen Silipo – candidata uninominale Senato per Potere al Popolo
  • Giada Cerboni – candidata Regionali per +Europa con Emma Bonino
  • Marco Arcangeli – avvocato penalista
  • Marco Giordani – candidato Regionali per +Europa con Emma Bonino

 

Regionali: a Rieti non ha senso dare un voto disgiunto.

Quest’anno ci troveremo a votare insieme per politiche e regionali. Sono due sistemi molto diversi, ma che hanno delle similitudini perché presentano dei simboli collegati a dei nomi: il candidato uninominale per le politiche, il candidato presidente per le regionali.

Non c’è ancora sufficiente informazione su come si possa esercitare il voto per le politiche. Per l’esercizio di voto due saranno le differenze: che alle regionali si possono esprimere preferenze e che alle politiche non è possibile il voto disgiunto (cioè ad un candidato ed ad una lista che non gli è collegata).

Quello che voglio spiegare è però perché, qui a Rieti, non abbia alcun senso pratico disgiungere il voto per le regionali, qualora con ciò si voglia sostenere la elezione di un certo candidato consigliere.

Il motivo è che, come ho avuto già occasione di spiegare, a Rieti verrà eletto un solo consigliere regionale, quello della lista più votata della coalizione vincente a livello regionale. La conseguenza è che (sono solo esempi!) se ci fosse qualcuno che auspicasse Petrangeli come consigliere regionale ma preferisse Pirozzi come presidente, questo elettore non potrebbe vedere mai soddisfatte entrambe le opzioni espresse con il voto disgiunto. Di più: renderebbe più debole in Consiglio il presidente che ha scelto, qualora questi vincesse.

Il voto disgiunto è una ottima cosa, che manca alla legge elettorale nazionale e la rende davvero brutta. Esso verrà usato per le regionali (non credo molto in questa elezione) ma ha senso solo per le altre province, che possono eleggere consiglieri fuori dal premio di maggioranza (ex listino bloccato). Non a Rieti.

Credo che nella prossima legislatura regionale bisognerà chiedere una legge elettorale più rispettosa dei territori (anche le altre province sono stati, anche se diversamente, penalizzati).

Nel frattempo credo sia meglio, anche per non confondersi tra le tre schede, dare il solo voto al simbolo; per le regionali si potrà poi esprimere la preferenza per uno/a o entrambi (sic!) i candidati.