Comunali, a Mentana sosteniamo Valentina Cosimati

“Nelle elezioni comunali di Mentana è presente, nella lista Rete Democratica Mentana a sostegno di Marco Benedetti sindaco, la compagna radicale Valentina Cosimati. Le cittadine e i cittadini mentanesi conoscono Valentina per il suo entusiasmo, la sua storia, il suo impegno nella cultura e nell’associazionismo”, lo dichiarano in una nota Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali ItalianiAlessandro Capriccioli, consigliere regionale +Europa-Radicali e Marco Giordani, segretario di Sabina Radicale.

“Dal canto nostro – continuano – ricordiamo come l’esperienza in anni recenti abbia dimostrato che, in ogni contesto, basta una radicale eletta a fare la differenza. Le politiche radicale abbracciano i grandi temi dei diritti civili e anche l’impegno nelle amministrazioni locali per una città accessibile, partecipata, culturalmente vivace, ecologista e femminista. Per questo invitiamo tutta la cittadinanza mentanese ad esprimere la preferenza per Valentina Cosimati, cui non faremo mancare, da eletta, l’apporto progettuale e politico dell’intero movimento”, concludono.

Segnalata una zecca nel carcere di Rieti

Sabina Radicale segnala che Rita Bernardini, presidente di Nessuno Tocchi Caino, riporta sul proprio profilo FB di aver ricevuto per posta da un detenuto del carcere di Rieti una zecca, rinvenuta nell’Istituto. Dalla foto sembra che si tratti pare di una zecca molle, cioè non quella che vive all’aperto ma quella cosiddetta “dei piccioni” perché spesso associata e veicolata da questi animali e che trova il proprio habitat in sottotetti, torri, edifici abbandonati.

Il carcere di Rieti ha carte in regola per essere uno dei migliori dal punto di vista igienico, con ogni cella dotata di doccia ed acqua calda e personale e dirigenza attenti. Purtuttavia ci viene da pensare che esistano all’interno dell’istituto delle aree in cui il parassita ha modo di stanziare, in attesa di un ospite (necessariamente umano, nella circostanza) di cui nutrirsi.

Ci auguriamo che l’accaduto, di certo segnalato anche alla ASL, sia seguito al più presto da una opportuna disinfestazione.

Sabina Radicale ricorda come il Comune di Rieti debba ancora procedere alla nomina del proprio “Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale”, figura istituita ben otto anni fa; nomina ancor più pressante oggi che è attiva in città anche una REMS, Residenza per autori di reato affetti da disturbi mentali.

Istanza di restauro della targa al XX Settembre

L’associazione Sabina Radicale, in occasione della ricorrenza del XX Settembre, ha presentato al Sindaco di Rieti un’istanza, ai sensi dell’articolo 19 dello Statuto Comunale, affinché sia degnamente restaurata, rendendola leggibile, la targa posta in Via Pennina 27 recitante

IN QUESTA CASA

DOVE EBBE RESIDENZA IMMUTATA

L’ASSOCIAZIONE ARTIGIANA E DI PREVIDENZA

FESTEGGIANDO IL VENTICINQUESIMO ANNO DI SUA ISTITUZIONE

ED IL VENTISETTESIMO DI ROMA RESTITUITA A LIBERTA’

POSE A PERENNE MEMORIA

IL XX SETTEMBRE MDCCCXCVII

Nel 1897 l’Associazione Artigiana E Di Previdenza era censita dall’allora Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio tra le Società di Mutuo Soccorso e vantava 200 membri.

Vola il referendum Cannabis Legale; ma lo Stato non se ne avvede.

Proprio mentre martedì dal Comitato Referendum Cannabis si annunciavano le 330mila firme raccolte in 3 giorni online su www.referendumcannabis.it (ricordiamo che ne vanno raccolte 500mila entro il 30 Settembre, oggi mercoledì siamo a 420mila), a Rieti veniva diffuso un comunicato dei Carabinieri che riportava la denuncia di un 20nne incensurato per la coltivazione di 1 (una) pianta di cannabis.

Che la notizia sia stata diffusa, come promotori del referendum lo riteniamo un bene e crediamo che vada anche a vantaggio della raccolta firme mostrando l’insensatezza della norma attuale.

Non ci stupiamo che lo Stato occupi così le proprie risorse, che anche in un territorio periferico e “tranquillo” come il nostro sono sempre scarse: allo stato attuale è senz’altro dovuto che le forze dell’ordine effettuino le loro indagini e controlli; questo anche dopo la sentenza delle Sezioni Unite Penali della Cassazione del 16 aprile 2020, n. 12348 che ha sentenziato non sia punibile chi coltiva cannabis in casa per uso personale qualora l’esiguità del numero di piantine e prodotto e i mezzi usati, consentano di escludere lo spaccio.

Quello che sicuramente non è dovuto e non ci sembra opportuno è accompagnare la notizia con una foto scenografica della pianta tra due militari, neanche fosse stato rinvenuto un deposito d’armi della malavita.

Se la crisi del nostro sistema sociale si ravvisa anche nel sentire lo Stato come cosa “altra”, lo Stato dovrebbe evitare di mostrarsi così lontano da quanto si va ormai affermando a vari livelli, dal giurisprudenziale al politico al sociale.

Anche in carcere la raccolta firme per Eutanasia Legale e Giustizia Giusta

Oggi giovedì 9 settembre Sabina Radicale è entrata nel carcere di Rieti per garantire ai detenuti la possibilità di esercitare diritti civili e politici che sarebbero stati altrimenti preclusi.

L’iniziativa si inquadra in quella nazionale organizzata da Radicali Italiani che sta coinvolgendo una dozzina di istituti.

“Abbiamo dato disponibilità”, dichiarano Marco Giordani, Andrea Malfatti e l’avvocato Marco Arcangeli, “alla raccolta di firme sul referendum Eutanasia Legale, promosso da Radicali Italiani a fianco dell’Associazione Luca Coscioni, e sui sei referendum del pacchetto Giustizia Giusta promossi dal Partito Radicale e dalla Lega. Riconoscere ed esercitare i propri diritti di cittadini crediamo sia parte ineludibile di un processo di reinserimento nella società”.

A Rieti in più di 80 hanno voluto sottoscrivere le richieste di referendum, per la quasi totalità per tutti i quesiti. In diversi hanno chiesto informazioni, oltre che sui referendum giustizia, sul contenuto della Riforma “Cartabia”.

Tra i firmatari un detenuto 79nne ipovedente e su sedia a rotelle. Dai dati più recenti del Ministero e della Associazione Antigone, la Casa Circondariale di Rieti ospita attualmente 353 detenuti (per circa la metà stranieri), il 22% in più dei posti regolamentari mentre educatori e polizia penitenziaria sono il 40% e il 33% in meno del previsto. Il 30% dei detenuti è in attesa di giudizio. Il 20% sono classificati come “tossicodipendenti”. Il 90% dei detenuti assume, sotto prescrizione medica, terapia psichiatrica ma solo 36 sono le ore settimanali complessive di psichiatri e psicologi.