Martedì a Rieti sit-in per la legalizzazione della cannabis

L’iniziativa organizzata a livello nazionale di fronte ai Tribunali nel momento in cui Walter De Benedetto sarà a processo ad Arezzo

Martedì 27 aprile, alle ore 12, attivisti dei Radicali, di associazioni, imprenditori e qui e là altri partiti, si ritroveranno con degli annaffiatoi di fronte ai Tribunali della propria città, in tutta Italia, in segno di solidarietà con Walter De Benedetto, che in quel momento andrà a processo ad Arezzo.

A Rieti, alla manifestazione promossa da Radicali Italiani, MeglioLegale ed IoColtivo.eu e organizzata localmente da Sabina Radicale hanno già aderito anche Cittadinanzattiva Rieti, il Tribunale del Malato Rieti, il Movimento civico “Rieti Città Futura”, la Federazione provinciale PSI, la Rieti LGBT+ associazione Arcigay, Controvento, PiùEuropa Rieti; hanno annunciato la loro presenza i consiglieri comunali Mauro Rossi e Simone Petrangeli. Per eventuali altre adesioni ed annunci di presenza o solo per maggiori informazioni: info@sabinaradicale.it

Walter De Benedetto ha 49 anni e fin dall’adolescenza soffre di artrite reumatoide, una malattia degenerativa che lo costringe a letto e provoca dolori atroci. Non c’è una cura per la sua patologia ma c’è il modo di soffrire un po’ meno: dal 2011 assume regolarmente cannabis a scopo terapeutico.

Pur in possesso di ricetta medica in questi anni Walter non ha ricevuto un adeguato quantitativo di farmaco utile alla gestione della sua malattia.

Da 14 anni, infatti, nel nostro Paese è consentito il ricorso alla cannabis terapeutica, ma il fabbisogno è superiore alla produzione e all’importazione del farmaco. Secondo il report Estimated World Requirements of Narcotic Drugs 2020 dell’International Narcotics Control Board, l’Italia ha un fabbisogno di 1.950 kg all’anno di cannabis medica. A fronte di tale domanda, sulla base di quanto pubblicato sul sito del Ministero della Salute, lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze (SCFM), nel 2019, ha distribuito alla farmacie cannabis per soli 157 kg.

Per far fronte alla cronica carenza di cannabis Walter ha deciso, assumendosene la responsabilità, di coltivare autonomamente la cannabis necessaria per la sua terapia. A seguito di questa decisione è sotto imputazione di coltivazione di stupefacente ai fini di spaccio. Per il suo amico Marco che lo aiutava annaffiando le piante, cosa che Walter non riusciva a fare, è scattata la messa alla prova e il suo “reato” si estinguerà se nel periodo di volontariato dimostrerà “ravvedimento e buona condotta”.

La evidente schizofrenia italiana sulle prescrizioni di cannabis terapeutica è però solo la punta dell’iceberg del più generale tema della criminalizzazione senza senso della cannabis. “Criminale non è Walter, criminale è una legge bieca e proibizionista”, dichiara Marco Giordani di Sabina Radicale, che aggiunge: “Dobbiamo lottare per la legalizzazione della cannabis, consumata da più di sei milioni di cittadini italiani. Non manifestiamo contro i tribunali e le forze di polizia, ma per loro, in quanto depenalizzare i reati legati alle droghe libererebbe forze dell’ordine e sistema giudiziario da migliaia di procedimenti inutili, e svuoterebbe le carceri. Basta regalare soldi alle mafie e alla criminalità organizzata, basta dannosi tabù, e sì a nuove imprese e posti di lavoro, a città più sicure, alla sicurezza sanitaria di ciò che i consumatori assumono. ‘Io non lo farei’ non deve mai diventare ‘tu non lo devi fare’. Essere in piazza a nostro fianco martedì significa manifestare il proprio dissenso a leggi dannose e vecchie. Il mondo ormai, addirittura in Messico e negli Stati Uniti, sta abbandonando il proibizionismo ed è tempo che anche l’Italia e l’Europa si pongano su questa via”.

Bene l’avanzare della Terni-Rieti, meno la propaganda mistificatrice del M5S

Tutti i cittadini, reatini e ternani ma non solo, sono felici della recente inaugurazione di un altro importante tratto della Terni-Rieti. Questo non giustifica però le mistificazioni che l’hanno accompagnata.
La maggiore mistificazione è che il blocco dei lavori fosse simbolo di uno Stato che non funzionava e che adesso con il M5S finalmente sì.

La verità è che la Tecnis e i territori di Terni e Rieti sono state vittima proprio di un certo modo di intendere l’antimafia, non esclusivo del M5S ma ad esso particolarmente caro. La cronologia dei fatti che il viceministro Cancelleri – da siciliano candidato a Presidente di Regione – sicuramente conosce è infatti questa: Ottobre 2015 arresto proprietari, Novembre 2015 interdittiva antimafia (con conseguente blocco delle attività e delle commesse e grave crisi dell’azienda), Marzo 2016 i proprietari scagionati e liberati e revoca interdittiva, Marzo 2017 viene loro restituita una Tecnis ormai fallita.

Non è tutto, però: come insegnò Goebbels, “ripeti una bugia dieci, cento, mille volte e diventerà una verità”.
Va innanzitutto ricordato che, se a risolvere la situazione è dovuto arrivare l’attuale viceministro in quanto M5S (tanto che si fa venire come concelebrante il Ministro degli Esteri, solo perché è Di Maio), va ricordato che nel loro governo precedente era M5S addirittura il ministro dei Trasporti.

Il viceministro ha poi più volte dichiarato che prima che arrivasse lui nessuno aveva capito che si potesse affidare il tratto in questione alla IRCOP; ha anche ironizzato che “evidentemente nessuno prima aveva studiato le carte”. Questo è palesemente falso perché la possibilità era già stata segnalata pubblicamente e al Ministro M5S dall’ onorevole Fabio Melilli, rilanciata dalla stampa (Messaggero 15/6/19 “Rieti-Terni, Melilli incalza Toninelli”) e di nuovo da amministratori locali; solo che allora Melilli era all’opposizione; il viceministro si è scoperto “il primo a studiare le carte” quando poi Melilli ha sostituito i leghisti al governo.

Peraltro non era questa dell’affido ad IRCOP l’unica via, visto che per altri tratti in capo alla Tecnis (per esempio Micigliano, da agosto 2018) si era deciso per l’affitto di ramo d’impresa. Perché non anche per la Terni-Rieti? Questa interrogazione al ministro, a firma dell’on.Fusacchia, giace in Parlamento dal febbraio 2019.

Nel frattempo nulla si sa per la Galleria Valnerina, per la quale il M5S aveva annunciato il fine lavori (oggi è limitata al 50kmh e proibita agli infiammabili) per il settembre 2018. Altra interrogazione parlamentare non risposta giace dall’agosto 2019. A domanda sul mitico web, il locale deputato portavoce affermò che lo aveva detto l’ANAS il “settembre 2018”, non loro. Nel frattempo, anche ministri e vice avranno percorso con pazienza a 50kmh tutti i suoi 3,7km.

Assolti Lidia Nobili e Paolo Campanelli per non aver commesso il fatto.

Il processo scaturito dalle dichiarazioni del consigliere regionale AN Fiorito verso i consiglieri regionali di Forza Italia tra cui Lidia Nobili (il che assurse ad evento di rilevanza nazionale) si è concluso con diverse condanne e con la assoluzione con formula piena per non aver commesso il fatto per Lidia Nobili e per Paolo Campanelli. Campanelli, fondatore di Sabina Radicale, presidente di Sabina Futura, candidato sindaco per Fara Virtuosa, era imputato nella sua veste di imprenditore e professionista della comunicazione ma il suo coinvolgimento fu oggetto di strumentalizzazione politica.